Come il vento sulle banalità della vita
Hariseldom
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C'era sempre vento tra le gole
scivolava sul fiume Tirino
curvava sul Pescara
e via
tra alberi e terra brulla
sino a Popoli
e sulla via della stazione
muoveva foglie
e false castagne
sotto i piedi delle donne.
Una portava la valigia
sulla testa
strano bipede
in equilibrio cosmico
e il vento le alzava la gonna
i peli e la fatica
le vene varicose
e le calze strappate.
Noi ragazzi s'andava a giocare a tennis
senza palline o racchette
a fingere d'esser altri
come i bambini sanno
attori senza palcoscenico
se non la via.
Il maresciallo della stazione
con gli stivali lucidi
e la moglie sottobraccio
su quel ponte che spaccava il fiume.
Andava spesso anche la Morte
a comperare le paste
sopratutto le pesche
quelle al rum e crema
la Morte è golosa
quanto oscena
e ruba i sogni ai bambini
poi li getta al vento
che spira
gira
sino alle sorgenti del Pescara
per rimbalzare al castello
il vento
Lui solo sa
dove porta le sue paste
la Morte.
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