Riassunto
Alboraletti Enrica
473 poesie pubblicate
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Risuona
all'entrar della mia porta
risuona il passo di piombo
solingo
perso
Sui gradini d'antico marmo
trovo
conto
l'andare di giorni stagioni
cartoline di vita che ad ogni orma rispondono
Se pur solo di ieri
il gioioso gioco
la sotto il noce antico
e le forti spalle di mio padre
a vangar dell'orto la terra
e la voce di mia madre
al chiamar del pasto in tavola
Cerco
da allor il tempo fuggito
mancante
d'un lampo m'è accanto
in occhi grandi eguali
di uomini donne e bambini
che mi furon nati
Or
m'inganna lo specchio di fronte
che racconta il bianco filato di nero rimasto
e
in qualche grazioso grafito che disegna di bello il mio volto
Guardo
al di orizzonti puliti da stagioni che non riconosco
lucidi tersi cieli
che raccolgono
nascondono spettri di esseri insoddisfatti impauriti
degradati dall'essere del mondo la vita
Persi
in stereotipi in immagini in greggi tutti uguali
si che par che di lume non conoscano
Impaurita
stringo paffute manine
mi lucidano lacrime di gioia e dubbio in occhi che di nebulosi domani non veggo
Ascoltami eterno
al di croci vissute passate accolte
ho mantenuto l'anima il cuore il sorriso
aperto fedele all'essere che tu mi hai dato
vedi accogli le mani di mille madri
che ancor ti pregano
alle innocenti nuove vite del mondo
lascia un domani
©
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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