Ospiti che non bussano
Ogni giorno,
ascoltavo la pioggia
scendere piano,
non potevo correre, però, leggevo
i racconti del grano
tra il mormorio del vento
regalavo briciole al passero
al mio recinto ero il signore
tra impegni e pensieri di sorta
al crepuscolo ormeggiavo i miei sogni
poi giunsero loro: belli, audaci
alle labbra sprezzanti
della mia menomazione si fecero beffe
mi rubarono la dignità, il lavoro
dopo ripetute sfrontate risate
a questi eroi, rifiutai l'inchino
e del coraggio accettai la sfida
ora quassù tra le stelle
nel regno divino, sono sicuro
che il Dio che protegge i deboli
mi capirà e assolverà i miei errori
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L'autore
Adriana
Commenti (1)
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sergio garbellini11 novembre 2015
Una lirica scritta con garbo e molto profonda nel suo significato più interiore. Versi che si leggono con disinvoltura, molto concreti e melodici. Un argomento trattato col dovuto impegno nel quale il lettore più attento ha saputo scoprire quelle sottigliezze delineate dall'autrice all'interno delle parole stesse. Molto apprezzata e condivisa.
