Morte
15 novembre 2015
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Mattino di nebbia dopo l’ennesima strage

Rimango, stamane è nebbia fitta
col pegno di una solitudine stregata
rimango, a condensare come i muri,
le moriture foglie struggenti di novembre,
un urlo di raccapriccio all’anticamera dell’ugola,
raggelata d’inciviltà l’ultima illusione
in una strategia di ponti ormai crollati
dove correre amorevoli gli uni verso gli altri,
invece solo e sempre muri da far in aria saltare
per mano di sanguinarie occulte forze del male
per poi di nuovo sporgersi su nullità più scure.
Rimango, il rorido sudore della morte
ha attraversato le vie del centro e dei mercati
e la propulsione paralizza ancora la reazione.
So soltanto di non avere alcuna identità:
sono italiano, francese, tedesco, siriano,
cinese, russo, libanese, americano...
Sono e siamo -cristiani, ebrei, musulmani...
L’identità è come questa nebbia
che ti rende indietro un senso solo se rimani
perché questo mondo no, non ci appartiene
ma nemmeno noi ad esso apparteniamo
nel sentirci sempre e comunque anime straniere.
Rimango, rimani
non ci sono rotte balcaniche dirette o inverse da seguire
se non quelle improbabili, fantastiche lusinghiere
del nostro speranzoso ostinato agire
nell’iter verso la bellezza invisibile delle cose vere.
©
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989.
Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato:
"Il cielo ha il colore delle rose" (2012),
"Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019),
"Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014),
"Bello più di prima" (2015),
"La volpe e la parola"
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