Randagi Notturni
Di notte i bastoni sono ciechi
e le pietre scommettono scarpe,
la luna assolve tutti
e arbitra paure
Quattro zampe
ognuna per conto proprio
e qualcuna suona il vuoto
Calamai a secco le ombre
ove code simulano penne
e scrivono fruscii
da sottolineare in rosso
Abbaiare preludio a fuga
e scudo a sassi rotolati
a incauti annusi
Il cielo una tenda
bucata da scintille
nell'attrito tra denti e occhi
e le lingue pezze zuccherate
tra uova alate
La battaglia è vinta
lo dicono i cappelli
d'orologi ubriachi
non riescono ad arrestare
irti capelli al ringhiare
e la notte nero velo seducente
-
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!