Strane sere d'autunno
Hariseldom
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La sera a Pescara
odora di negozi chiusi
e luci sommesse
manifesti affissi
cercano studenti
affittano camere
e vivono di albatros
che pagano il sangue.
Le vie sono fredde
come gli sguardi
persi nelle maglie
di saracinesche chiuse
banditi e padroni
di altre stagioni.
Lungo corso Umberto
arrivano a folate forestieri
carrozze ottocentesche
senza viali alberati
vendono miele e cicuta.
Sulla riva del mare
elefanti spiaggiati
rimasugli di caccia diretti a oriente
nel tempo delle guerre slave.
Sorpreso dal freddo un gatto miagola
cerca rifugio
dai venditori di miele acerbo.
Studenti attaccano manifesti
sotto le scuole
ma non hanno paura
di tempi di neri e di rossi.
Pescara fuma la pipa
dove un tempo c'erano cinematografi
e bambini alle giostre
ora solo lische di pesci
e calamari imperfetti
danzano balli plebei.
La bella borghesia
riempie bistrot
apparecchia cipolle
con carte di credito appassite.
Tutti i miei amori da adolescente
sono donne sposate
devote al santo bancario di turno
mentre qualcuno sulla strada
suona alla chitarra la locomotiva
ma pochi sanno davvero
cosa sia.
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