Prego
Il tempo
che anticipi le ore
che acceleri i suoi passi
mi porti il Dì migliore.
Il vento
che spazzi via la semina
che non dà più frumento.
I monti
che facciano tesoro
del mio dolore urlato
ritorno mai dell’eco.
Iddio
che prego a modo mio,
di avere ancor pazienza,
di infondere speranza
per chi la sofferenza,
di carne o di essenza,
è pane alla sua mènsa.
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L'autore
Apache
Vicina da sempre a tutto ciò che è sentimento, trova un rifugio e una forma di appagamento interiore nel tradurre le proprie emozioni attraverso la scrittura.
Commenti (1)
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Nellabernardi27 agosto 2007
il tasto della sofferenza dà il via e il senso a questa tua, la vita e la morte in un duello perpetuo, in questi frangenti nascono particolari preghiere

