Agosto in mare
Navigo tra cielo e mare
da ormai parecchi giorni,
non so più cosa fare
e più non entro in di quei caldi forni.
Caldo, tu m’attanagli
Non muovo più una mano dalla fiacca,
vedo laggiù, spero che non mi sbagli
una nube nera che lampi emana e sopra il mar s’infoca.
Brezza dorata, tu che mi sfiori il volto
rinfrescando la mia bocca nell’arsura,
dimmi che quel che penso è colto,
dimmi che or devo tremare di paura.
Ne sarei felice,
tremare, tremare, tremare,
ma il sole sento, è ancora li e mi cuoce,
mi brucia sulla pelle e mi fa cambiar colore.
Allucinazione! Ecco cos’era,
allucinazione, visione,
come ora vedo la mia terra
vicina, lontana, illusione.
Ora odo solo il rumore della nave
Che lentamente và verso... io non so dove,
spero di rivedere presto la mia neve
stendermi sopra e respirar soave.
Basta mare,
verrò a trovarti con i miei figli grandi,
racconterò a loro come sai cantare,
racconterò a loro per quanto, quanto quanto, ti distendi.
©
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Commenti (1)
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Triste29 agosto 2007
Una poesia ispirata da questo torrido agosto... ma in mare non c'è più fresco? Bei versi...
