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Fiabe 1 dicembre 2015 · lettura 1 min · 3042 letture

Re Baldo

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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Re Baldo era grasso e piccolino grande soltanto quanto un nichelino rosso posticcio sempre un poco alticcio gridava a tutti “Sono io la morte” credendosi padrone della sorte e faceva tagliare teste a chi era più alto a sera il venerdì. Quello che aveva era troppo grosso ed ogni veste gli cadeva addosso una nave con mille e più cabine un super suv che teleguidava un tablet sui cui tasti scivolava una piscina in cui si ci perdeva insomma tutto enorme gli pareva. Lui era triste pavido e cattivo e non usava mai l’indicativo. Quando gridava solo lui sentiva ma un giorno cari amici che portento una lente trovò d’ingrandimento e guardandosi dietro quell’oggetto si vide tanto alto: era perfetto. Allora non tagliò mai più le teste e invitava la gente a balli e feste felice del suo grande mutamento. Era re Baldo grasso e piccolino alto soltanto quanto un nichelino ma con la lente si scoprì un gigante grande perfino quanto un elefante.
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A volte si è cattivi ma basta un niente per trasformarsi in buoni.

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Peppe Cassese
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