Re Baldo
Peppe Cassese
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Re Baldo era grasso e piccolino
grande soltanto quanto un nichelino
rosso posticcio sempre un poco alticcio
gridava a tutti “Sono io la morte”
credendosi padrone della sorte
e faceva tagliare teste a chi
era più alto a sera il venerdì.
Quello che aveva era troppo grosso
ed ogni veste gli cadeva addosso
una nave con mille e più cabine
un super suv che teleguidava
un tablet sui cui tasti scivolava
una piscina in cui si ci perdeva
insomma tutto enorme gli pareva.
Lui era triste pavido e cattivo
e non usava mai l’indicativo.
Quando gridava solo lui sentiva
ma un giorno cari amici che portento
una lente trovò d’ingrandimento
e guardandosi dietro quell’oggetto
si vide tanto alto: era perfetto.
Allora non tagliò mai più le teste
e invitava la gente a balli e feste
felice del suo grande mutamento.
Era re Baldo grasso e piccolino
alto soltanto quanto un nichelino
ma con la lente si scoprì un gigante
grande perfino quanto un elefante.
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Peppe Cassese
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