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Riflessioni 3 dicembre 2015 · lettura 1 min · 2647 letture

Non sperar nella dea bendata

Alberto De Matteis 907 poesie pubblicate
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O Notte, dai contorni d'una luna un po' sfocati per il troppo gelo, Galassia di stelle che ad una ad una van scomparendo dall'immenso cielo, non dite di sperar nella fortuna, in chi innanzi agli occhi suoi ha quel velo ch'ogni cuore ed anima sempre abbruna e il mondo intero manda in gran sfacelo. Dormir bisogna ognor sonni tranquilli per poi veder del giorno nuovo l'alba senza scossoni d'alma e senza grilli. E al tramonto giunger d'anziani arzilli se pure con la forza un poco scialba, ma senza poi quei tumultuosi assilli.
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Sonetto secondo lo schema: ABAB ABAB CDC CDC Faber est suae quisque fortunae... Ciascuno è artefice della propria fortuna (Appio Claudio Cieco)

L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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Commenti (8)

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Pagu3 dicembre 2015

Bel lavoro... solida struttura e tema affrontato con sorprendente sensibilità. Il finale è magnifico... forse il segreto del vivere bene è racchiuso in questi versi che donano serenità e certezze. Complimenti al poeta e al suo mondo poetico che apprezzo sempre di più.

Rosita Bottigliero3 dicembre 2015

Bellissima lirica dai toni dolci e pacati... la metafora della vita, bisogna vivere in pace e tranquillità col proprio pensiero... bellissima

Sara Acireale3 dicembre 2015

Come il Poeta suggerisce in questo delizioso sonetto, non bisogna sperare nella dea bendata, per non essere delusi. Bisogna stare con i piedi per terra e costruire un futuro solido con il lavoro e la determinazione. Se ci comportiamo bene durante la vita anche da anziani si avrà vivacità di spirito e serenità nel cuore

carla composto3 dicembre 2015

dolcissima lirica scritta egregiamente un bellissimo sonetto... una intensa metafora... la nostra tranquillità bisogna assicurarla giorno dopo giorno quando si é un pochino più giovani... quotidianamente... liric pregna di saggezza... valente e sempre bravo l'autore...

zani carlo3 dicembre 2015

Fa riflettere... anche perché alla dea bendata io personalmente associo la fantasia e la speranza... non solo scommesse e desideri di vincite. E' certo che la malattia del gioco è una bruttissima cosa e che questa poesia è scritta con passione e bravura.

Luciano Capaldo3 dicembre 2015

Molto riflessiva . Forse è proprio così; siamo gli artefici del nostro futuro, siamo le nostre scelte e forse la fortuna guarda con i nostri occhi. Adoro il garbo di questi versi che rispettano indubbiamente lo stile del sonetto, la sua musicalità e la fluidità. Quanta saggezza.

Grazia La Gatta3 dicembre 2015

Sognare fa bene allo spirito ma la realtà non bisogna mai perderla di vista. Riflessione saggia, sonetto scritto, come sempre, molto bene dal bravo autore. Lirica dolce; un ottimo lavoro. Apprezzata.

piera tola3 dicembre 2015

La fortuna è quella che ci costruiamo con le nostre mani... condivido i tuoi versi attuali, un complimenti alla lirica particolarmente impeccabile comer sempre bravo Poeta.