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Amore 12 dicembre 2015 · lettura 1 min · 2907 letture

Stalingrado

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Sotto il cielo della steppa gli sorrise, Vassiliska e il suo cuore andò in capriole come un collo di matrioska. C'era vento quella sera ed un freddo che pungeva ma il suo corpo e la sua pelle giuro, non se ne accorgeva. Ma le disse: "Vassiliska vedi in fondo non son niente anzi tutti gli ufficiali pensan sia anche deficiente. Io non so cos'è un fucile perché io faccio poesia ti darei soltanto fame, solo stenti e nostalgia". Vassiliska Dimitrschjenko era figlia di un cecchino e le armi conosceva come il pane e come il vino. e sapeva che i fucili non difendon dall'amore perché sono carta e penna che riscaldan più del sole. Quella notte a Stalingrado con l'assedio già iniziato si fondevano un poeta e la figlia di un soldato. E tra i colpi di cannone e tra le mitragliatrici quello fu l'ultimo istante ma lo vissero felici.
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Anche nel momento più drammatico, c'è sempre un po' di spazio per l'amore Il nome proprio di persona è ovviamente frutto di fantasia Immagine dal web

L'autore
Davide Ghiorsi
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Commenti (1)

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Paola Riccio12 dicembre 2015

Mai avevo letto con termini realisticamente poetici dell'assedio di Stalingrado. Magistrale il tuo componimento. Oggi Volgograd brilla ma è giusto ricordare, doveroso.