Sciatu d'amuri
Sciatu d'amuri,
na vuci stanca
canta n'to nchianari
da cala a mari,
l'ariddi nte livari
sonanu,
ma io' moru di pena
ora chi mi lasso'
l'anima mia.
Sciatu d'amuri
sta frevi non mi lassa
brucia e si cunsuma
stu cori affrantu, .
Vulissi pusari nto sonnu,
ma mi ruspigghio
senza l'occhi,
senza luci
t'innannasti,
e si firmò u me tempu.
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (3)
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Filippo Salvatore Ganci30 agosto 2007
Un dialetto dei versi struggenti, come le donne siciliane, hanno modo di fare, sacrificio e amore, canto dove si denota una passione di fondo. Bel componimento, molto apprezzato!
Paolo Ursaia30 agosto 2007
Veramente struggente questa ballata... mi piace molto la sua dolente musicalità...
Rasimaco30 agosto 2007
brava! non é facile scrivere nel nostro dialetto.. anche se ha tanta musicalità... molto piaciuta


