Senso
Percorrendo l’imprevisto
come s’allungano
le antenne di una lumaca
per superare un filo d’erba
nella sua nicchia innocuo
sono le dita a dipingere
luci di pennellate
sulla tavolozza di una giornata assopita
come se fossero in camicia da notte
obbedendo confusamente
a cedere poco a poco
con gli occhi
verso se stessi
a toccare ancora
mentre sto suonando il pianto
la sua diffidenza
ammessa e confessata.
A interpretare il senso
scende una tenda in questa stanza
per ora inconsapevole
come i tizzoni sotto la cenere
accesi ma spenti prigionieri.
È la prima soglia di ore ed ore
che abbiamo da decidere allo specchio
chi si nasconde in quella doppia vicinanza.
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Mauro Zappi1 dicembre 2005
Bellissima, splendidamnete scritta, come sempre... Mauro