Natale, e poi
Saverio Chiti
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Intimi percorsi dell’anima che fugge nella sua deriva
vita che della vita mai si priva malgrado più non esista
nell’analisi della disamina di un cuore perduto
che ormai si nega al docile domani.
Natale, e poi...
ancora attimi da attraversare
coll’animo sereno che più abbiamo
nel peso d’esistere che valica ogni cosa
e cambia sul momento
nonostante il discorde passo.
Sensazioni di sgomento e placide emozioni
in un turbine senza fine
che ci fa perdere la cognizione della giusta meta
nell’amore che in disamore vive e si completa.
Natale, e poi...
una luce che illumina la retta via
come fosse un’ipocrisia del buio
un’ombra che s’immola in quell’alone
che sa di vuoto, e trova pace
là dove vive ancora la speranza.
Un canto, e poi noi...
noi che crediamo sia saggio ricordare
una vita spesa alla ricerca di quella luce
che come fiaccola dell’avvenire
si rimette al pavido giudizio
di chi s’avvede dello sbaglio.
Eccolo, è lì il Natale...
in quel cuore che mai si pente
e sempre pronto a donarsi oltre ogni pregiudizio
accettando il verdetto accusatore
nel trascendere il limite del fare umano...
Natale e poi noi e tutto ciò che desideriamo.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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