La bambola di porcellana
Giulia Gabbia
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M'attendevi mia amata bambola
seduta sulla soglia di casa
tra i fiori e le ghirlande.
Di bianco eri vestita,
con ricci biondi
che scendevano
giù per le spalle quasi alla vita.
La mente ricorda
tra lacrime leggere
la sciagurata sventura
al qual fato meschino
segno il tuo destino,
mentre il sol svaniva
alla sera
destando sol ‘l nera chimera.
Vederti lentamente cadere,
dolcissima bambola
romperti in mille pezzi
davanti a ‘l occhi
che restarono impotenti
‘l cuore mi si spezzò .
Ti cercai
dentro ‘l resto del tuo corpo in frantumi
tra mille cocci di porcellana
Ti cercai ancor di più
ma tu non c'eri...
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L'autore
Giulia Gabbia
Sono nata un giorno d’estate .In un giorno come tanti ,uguale ad altri fatto di routine quotidiane e di tran tran giornaliero . Un giorno di afa, uno di quelli in cui la città rimane vuota e silenziosa .E’ proprio in quel giorno dove il silenzio emergeva lungo la corsia dell’ospedale, cosa rarissima da sentirsi, che
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