Ecco l'anno della speranza
Mi è stato detto:
"Provvedi per il cenone."
Sono andato nella mia città,
senza monete e pieno di amore.
Nessuna porta ho aperto
dove si vendevano cibarie.
Su tute le piazze ho messo piede
guardando i visi della gente,
volevo a tutti regalare
una parola dimenticata,
ricca di visioni positive.
Non entrai dove il no copriva il sì,
mentre cercavo quei luoghi
dove dentro di Dio si parlava,
aveva diversi volti quella Divinità
che nulla mi chiedeva e pace mi donava.
Nell'ultima piazza mi fermai
nell'angolo più nero e senza luce,
sotto le scatole degli ultimi botti
se ne stava impigliata
tutta sola e nuda la speranza.
Un vecchio vate la voleva liberare,
ma da solo non ci riusciva
cercava una mano, una certezza
che io le diedi con piacere,
subito, mi vestì de lei, della Speranza.
Feci i passi del ritorno,
degli uomini vedevo
non il colore della loro pelle,
ma la luce, nascosta,
che avevano nei loro cuori.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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