La pace dei nostri avi
La pace dei nostri avi
nasceva dalla loro terra
rivoltata con mani dure
dietro l'aratro e due buoi
si temprava nelle stalle
in quelle lunghe sere
attorno a dei simpatici filò
che accarezzavano ogni anima
trovava grazie e gioie
nei caldi vespri delle domeniche
soleggiate o bianche di neve
che offrivano le stagioni.
Sottili tempeste avanzano, ora
sull'uomo che dimentica
una dopo l'altra le sue
ormai, disperse radici.
Io, confuso e nullo
vado cercando un verso
che mi dia un po' di quella pace
che nell'aria vive ancora.
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L
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (1)
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M
Maria Francesca1 gennaio 2016
Il poeta evoca la serenita' che i ritmi moderni hanno dimenticato. Nostalgia e consapevolezza dell'ansia e dell'incertezza dei nostri giorni.