Divo, pagliacci e platea
ed il codazzo regge ancora
un moccolo di candela
ridono anche i pagliacci nella platea
pur nella loro immensa malinconia.
Sorge spontaneo
il perché di tanto rumore
su una cartuccia a salve.
Orge di nozze andate a vuoto
ed il pianto di una cicala
in pieno inverno ...
l'immagine del vuoto cosmico
di cui s'ammanta ...
un divo
(che divo non è).
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Commenti (3)
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Francesco Rossi4 gennaio 2016
Riflettere e cogliere le assonanze sembra essere il motivo conduttore della poesia
Sara Acireale4 gennaio 2016
È l'immagine di un istrione e narcisista. Il Poeta ha saputo ben cogliere i tratti salienti di una "personalità" deviata e ha preso lo spunto per versi originali... Apprezzata
L
Loreta Salvatore8 gennaio 2016
Molto apprezzata per il messaggio ed i vivaci riferimenti alla condizione umana caratterizzata da egocentrismo ed individualismo. Molto bello il riferimento alla situazione scenica nella quale il protagonista ipotetico si abbandona ad illusioni fittizie mentre la platea asseconda il suo atteggiamento istrionico. Sintetizza l'atteggiamento umano che si distacca dal reale per ritirarsi in un limbo di fantasie. Merita un elogio particolare.


