Il vecchio grillo
La sera, invitava la luna.
Un vecchio e stanco grillo
solo se ne stava là seduto,
senza voce, lui, più non trillava.
I giovanni grilli, a salti
salivano la piccola collina,
in coro, aspettavano le stelle
nascosti nell'erba argentata.
Corone di fanciulli, tardavano
attorno ai mucchi di fieno
in balli scomposti e frenetici.
Tutto sembrava una corte reale.
I vestiti erano di erbe secche,
la corona d'oro, sapeva di biada,
lo scettro del re, era
un ramo di rosse ciliegie.
Un piccolo bimbo, in mano, prese
il vecchio grillo e per lui cantò.
Nuova quella voce in cielo scivolò
ad accendere la prima stella.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (1)
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Maria Assunta Maglio7 gennaio 2016
Fiaba a lieto fine. Il vecchio grillo finalmente canta per amor del bambino. Complimenti
