Teneri figli della notte
E iniziai a parlarti di notte,
quando il buio invadeva la mia stanza,
quando le maschere quotidiane svanivano.
Conobbi i tuoi segreti più profondi,
fui sopraffatta dal tuo tormento,
ma sollevata dalle dolci parole.
Imparai le sofferenze di chi ha amato,
vidi le sue cicatrici inguaribili,
e i sogni di chi è stato amato,
con i suoi baci e le sue parole.
Fummo vittime di tante promesse,
affascinati da un mondo d'illusione,
o troppo concreti per sospirare?
Giovani diffidenti ci davamo la mano,
e cercavamo di salvarci a vicenda
da un mondo che tregua non conosce.
E divenisti il mio più grande obiettivo,
metterti in salvo con i sogni tuoi,
mai come amante per il suo uomo,
fui solamente amica e benefattrice;
e il sorriso che vedevo il giorno
su quelle labbra che non mi parlavano,
su quel volto da bambino innocente,
che non aveva il coraggio di studiarmi,
era la prova del mio più grande successo.
Ti avevo salvato. E tu avevi salvato me.
©
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