Piccola cara cavia peruviana
Come un tempo Mirò bambina pianse la morte
de l’animaletto dolce caro trastullo suo ecco
così udir sento ma non da bimbi questo pianto
nuovo e adulto da lontano e queste sue parole:
“Non più da oggi vispa e curiosa dalla tana
tua nella minuscola gabbietta così lì nascosta,
uscirai cara piccola cavia amica peruviana,
bianco batuffolo celati gli occhi in parte dolce
il musetto il ciuffo arancio rosso poco marrone,
a prender da queste amiche mani fresca lattuga
basilico verde e di peperon piccol piccol tocco
né più mai a rosicchiar il caro profumato fieno,
che rapita fosti in ciel da dea pietosa che toglie
chi in affanno e sofferenza grave qui tra noi vive
e da lei portata in luoghi ove pace eterna alberga,
mani nuove amiche, bianco e angelico il candore,
già pronte son a prendersi di te amorevol cura
sì quanta qui a te celestial verzura biondo fieno
dal sapore sì dolce come quello nostro e antico!
Due parole non di addio ma di ricordo eterno bianco
peloso batuffolo e amico caro da quel giorno lì tu
tutto spaurito in gabbia una panca di sagra di paese
e da lì tolto da pronto amor avvolto e per anni sì brevi
ma intensi tanto a rallegrare la casa nostra i giorni
i luoghi e da quel dì infin a ricevere e donar curioso
pur il sorriso della bella buona brava bimba nostra”
©
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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