Oltre quel velo

Sempre tu uomo perdi il senno
la libertà spolpi e l'azzanni
con artigli infami d'assassino.
Ora rivedo quel potere aguzzino,
dove l'imposizione toglieva il respiro
e la vita valeva meno di un calzino.
O figura sconosciuta sdraiata ...
strette e legate le tue mani
e il viso bendato disperso nel buio.
Uomini e donne d'Argentina
il dolore e la tortura erano di casa ...
prima di quell'ultimo volo in picchiata.
Quanti dispersi nel nulla o signore,
quell'odio fascista prese il volo
mentre la dittatura riscriveva la storia,
ergendosi a giudice e carnefice
in quel Sud America culla d'approdo
di emigranti nel loro sogno nuovo.
O Argentina quel tango di morte
fa piangere ancora il cuore sofferente,
quel fumo nero che accecò la ragione
è sempre una coltellata al petto che fa male,
quando sul proscenio si rivisita la storia
e ritornano a galla pagine di memoria.
L'esempio sia per tutti scuola
non mettiamo la testa sempre sotto le suola,
uomo guarda il cielo oltre quel velo
in quella fede che parla d'amore
e le mani pulite si stringano leggere
nel tramonto di pace con loro ...
uniti nel mare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!