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Satira 18 gennaio 2016 · lettura 1 min · 1697 letture

Cantieri aperti

Alberto De Matteis 907 poesie pubblicate
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Oggi, diversi s'aprono cantieri, ognuno grida al miracolo italiano, ed il lavor carente solo ieri non mancherà di certo ad ogni umano. Così, tanti operai ed ingegneri, che prima avevan lavorato invano, gioiscon più di molti ereditieri per il guadagno favoloso e arcano. Ma quale favola racconti, amico, non vedi ch'or tutto s'è fermato? Questo l'ho constatato, e più non dico. E... da domani ognun resta accasato per i ricorsi inviati alla Procura, e di lor, purtroppo, più niun si cura.
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Sonetto col seguente schema metrico: ABAB ABAB CDC DEE

L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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Commenti (9)

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Sara Acireale18 gennaio 2016

Un sonetto che denuncia i mali dell'odierna nostra società. Si blatera tanto che c'è la ripresa, che il lavoro è in primo piano, si sono aperti diversi cantieri. Peccato che sono soltanto chiacchiere e tutto ciò non corrisponde a verità...Siamo stanchi di sentirci raccontare favole, vogliamo che si faccia immediatamente qualcosa per migliorare l'economia italiana

Ventola raffaele18 gennaio 2016

Una satira tagliente che mette in luce tutte le carenze di una società in declino. Bella ed apprezzata, complimenti.

Anna Di Principe18 gennaio 2016

Un pregevole sonetto che il valente Poeta ha verseggiato per evidenziare quanto blaterare inutile circonda l'inesistente ripresa economica del nostro Paese. Di grande spessore il testo sia per l'impianto poetico sia per un contenuto condiviso .Complimenti!

Donato Leo18 gennaio 2016

Quanta verità in questi versi. Opere iniziate e mai concluse, soldi dei cittadini buttati nelle tasche di alcuni politici. E' una cancrena continua ascoltare parole, parole, parole. Già la serietà è andata a farsi benedire.

Luciano Capaldo18 gennaio 2016

Opere incompiute come le frasi fatte dei politici che ci illudono o vorrebbero illuderci di una ripresa già iniziata ma che è solo effimera, bugiarda e la cui conclusione sarà nelle aule di uin tribunale. Un sonetto che per struttura è perfetto ma il contenuto ancor di più. Complimetni al poeta.

Giuseppe Gallo18 gennaio 2016

Sonetto che denuncia la verbosità e la ricerca del consenso da parte dei politici, che anche quando parlano di ripresa economica lo fanno solo per rivendicare meriti inesistenti e snocciolano falsi dati sull’occupazione. Versi scorrevoli e contenuto molto condiviso.

Berta Biagini18 gennaio 2016

Un vero spaccato di vita che ogni giorno siamo costretti a vivere nelle nostre città – colpa di qua, colpa di là e tutto rimane in apnea in un’attesa che sembra non finire mai – chissà se presto finirà!

carla composto18 gennaio 2016

un sonetto eccellente... che tratta un tema ormai noto... tante chiacchiere senza senso, l'autore si ribella e mette in luce le tante carenze e le prese in giro che tutti i giorni ci propinano ...il mio elogio

Pagu20 gennaio 2016

Una realtà che non si vuole raccontare, ma che si vorrebbe nascondere dietro parole che fatti non sono. Il poeta evidenzia questo problema in un lavoro musicale e ispirato, ottimamente strutturato e da ammirare. Un grande esempio di poesia che diventa lo strumento per raccontare le tante pieghe di una società piena di contrasti. Il mio elogio.