Tango e dintorni (VI)
Scrivere per sedare il dolore.
Dov'è l’estate dei raccolti.
La scrittura è secca
e l’anima sfregiata.
Madonne silenziose,
grido del dio angosciato di infanzia e di morte.
Riempirli – questi sfregi –
di terra. E di perdite necessarie.
E forse vedere un giorno
crescere la verità dell’ombra
come quando si apre
uno spiraglio
sulla notte del mondo
e la felicità erotica del vivere e del morire
ci prende e sorprende
come forse l’ultimo respiro.
©
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