Prigioniero n. 1010 (Arbeit macht frei)

Amava il taciturno pianto dell'erba
che non si scioglieva alle carezze della neve
ma si spezzava, sotto il peso d’ogni passo
come le sue ossa, irrigidite dal dolore
Amava le introverse danze degli alberi
la loro nudità ondeggiante
somigliava al pallido fulgore tremolante
che rifletteva tra le costole
quando proteso, braccia al cielo
con urla silenziose chiedeva
la sua libertà negata...
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L'autore
Jibi
In un’alternanza di Luci e Ombre, su di un foglio bianco, si distende la mia Anima....
Commenti (2)
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Bruno Leopardi28 gennaio 2016
Dolore infinito in ogni verso. La seconda strofa colpisce profondamente e resta lì il pensiero. Oggi é ancora qui Auschwitz. Davvero sentita e nell'anima.
nemesiel29 gennaio 2016
Ghiacciano l'anima quelle immagini... quelle similitudini così incisive e vere. E riemerge l'orrore ogni volta... ma oggi, insieme ad esso, la consapevolezza che il negazionismo sembra prendere il sopravvento


