L’angelo

Nel labirinto del suo volare
la volta lustra è un brillare,
di stelle accese si distingue
sulla terra cruda orda di sangue.
Il guerriero nudo alza la spada,
l’angelo scende sull’armata strada
pone ai piedi feriti e scalzi,
le mani prima che s’innalzi.
La scaltra lama fredda di gelo
le bianche ali recide con zelo,
il vol d’amore s’è dannato,
la morte bieca l’ha sbranato.
Il bene e il male han consumato
dell’esistenza il sublime fiato,
nel trovar il presunto fine,
che spinge l’esser nelle sue spine.
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