Emozioni di plastica
Viene il sorriso
e si sorride,
diversamente dal solito,
ma si sorride!
Un’aria soffice sfiora lentamente
la superficie,
per scivolare via
senza alcun abbraccio,
semplicemente per confermare
un appuntamento costante
chiamato impietrimento.
Emozioni di nicchia,
esclusive,
uniche.
Sono la donna senza tempo,
eterna è la mia pelle,
del viso o d’altra parte del corpo,
sono la donna fortuna
invincibile nella mia giovinezza,
regina dei poveri mortali.
Io,
sono sempre io.
Io, sento stritolare
anime infinite
mentre si consumano
nelle pieghe
di una pelle
irriconoscibile
che cambia,
una metamorfosi
capace di eliminare
le tracce
di ogni briciolo di gioia.
Nessun compromesso.
No,
non ci sono ragioni più sublimi di questa.
Il mio sguardo su di me
scivola lento,
morbosamente.
Mi amo.
Riconosco
questo gonfiore nel peto
centro gravitazionale
della pace dei sensi.
L’immagine di me
non mi sfuge più.
Sono fantastica.
Oh pensieri miei
sconfinati potete essere,
lacrime di pioggia incommensurabile
posso ospitare sul mio viso,
spezzettare la mia anima
in ogni forma,
e posso deridere la natura
repellente,
infinitamente nociva,
eppure,
nessun segno
su di me si fermerà.
E’ tutto una sciocchezza ora.
Ho scacciato via le mie paure.
Il tempo che passa
svolazza nell’anima e nel cuore
poi si svuota senza mostrarsi
impostando un indovinello che nessuno azzeccherà.
Tutte le altre me
scardinate
da questo esterno,
perse
perché mutevoli.
Potrò immaginarle
rivolgendo lo sguardo sulle altre,
sulla storia del loro fotogramma fisico.
Mi possiedo.
©
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L'autore
Albaina
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