Angelina
Salvatore Testa
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Rigato il tuo volto
da lacrime che non dicono
quando i silenzi hanno fame.
Le tue mani son piaghe
e i denti mordono
per forza di vivere.
Burrascoso il tuo mare
com'è duro
l'impatto dell'onda,
un nerbo che sferza ed umilia.
Il tuo giorno così comincia
per un tozzo di pane
senza una musica lieve
che piano t'accompagni.
Il tuo grido di dolore
mesto rimbomba
nella malizia tagliente
d'un sorriso.
Ma il tuo sogno resta,
e seppur ferita
non fermi mai i tuoi passi
ove la notte copre
il suo infido mare.
©
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Salvatore Testa
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