Forestiero
Maria Assunta Maglio
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Non è natio del mio paese,
né ha stabile dimora,
venuto d’altro mare,
rifugio cerca alle tante pene.
Sguardo unto di speranza,
chiede al mondo
futuro, dignità, accoglienza!
L’anima graffiata dal dolore,
attraversa acque scure,
valica vette imperterrite
nel buio delle sere.
Silenzio delle stelle supplica il cielo,
mentre cerchio amicale,
gli tende la mano.
©
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L'autore
Maria Assunta Maglio
Insegnante di scuola dell'infanzia ho amato,ed amo la mia professione,intesa come missione di vita.Da sempre ho avuto il pallino di scrivere poesia,amo leggere e confrontarmi.Opero come volontaria,presso la Caritas e Centro di Ascolto parrocchiale.La mia indole è : amare il prossimo aiutare il debole e il bisognoso.
Commenti (1)
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Grazia Denaro13 febbraio 2016
Per fortuna che un cerchio amicale gli tende la mano. Povere persone che partono per affrontare un lungo viaggio che è sempre allo sbaraglio, poi dovendo attraversare il mare, molti di loro perdono la vita. Per questi migranti la vita è divenuta durissima per la cattiveria e la pazzia che ha invaso le loro terre. Almeno in tanto peregrinare, che trovino un po' di pace qui. Il mio plauso a questi versi!

