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Dialettali 19 febbraio 2016 · lettura 1 min · 1670 letture

L’omo ar parco (ultima parte)

Franca Merighi 434 poesie pubblicate
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Er sole se nasconneva dietro le verdi colline e Pietro, (così se chiamava) sopra er divano russava... Ora, sazio e riscardato er viso suo era sereno non m’annava de svejarlo e lo lasciai là sdraiato. Come mannarlo via? me chiedevo proccupata, se passa qui la nottata mica se casca er monno! anche se non nasconno che un po’ de strizza ce l’ho en fin dei conti che ne so’ che je gira pe’ la capoccia? Ma che me viene en mente! pover’omo, veramente... Dormi tranquillo amico che domani ragionamo come stà la situazzione, perche se non ciaiutamo ner momento der bisogno da morti, serve solo er prete che ce dica un’orazzione... f i n e
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L'autore
Franca Merighi

Sono nata a Milano, per caso, perché i miei genitori e tutta la mia famiglia sono di Bondeno (Ferrara). Avevo solo 5 anni, quando emigrammo tutti in America, nel bellissimo e prospero Venezuela, che ora purtroppo non è nemmeno l’ombra di quel paese meraviglioso che ci ha accolto con amore, dove sono cresciuta, dove ho

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano19 febbraio 2016

La poetessa ci lascia immaginare che, dopo essersi rifocillato e riposato, il barbone se ne sia tranquillamente andato via, ma i suoi momentanei timori non erano certo infondati, perché il proverbio "Fai del bene, e ricevi i calci" è sempre in agguato. Da ragazzo vidi in televisione un film francese del 1932 (i film francesi degli anni Trenta restano insuperati!) , "Boudu sauvé des eaux", di Jean Renoir, in cui un clochard parigino (interpretato da un magnifico Michel Simon) viene salvato, nelle acque della Senna, da un benestante libraio, che lo porta a casa sua, proprio come la nostra Franca; ma quel clochard vi si installa a lungo, approfittando di tutti gli agi della magione, insidiando la moglie del benefattore, ecc.