Il perché sono solo
Saverio Chiti
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Solo, sono solo e non ne comprendo il perché
in tanti siamo partiti, stipati come tonni
pronti per mercato,
adesso che il gommone è solo un punto
lontano in questo mare che uccide
a niente serve il rimpianto di ciò che lascio
là sulla lontana riva, dove l'anima mia muore
di paura per il domani.
Perché sono solo, rimasto
fra queste onde ch'erano speranza...
perso come una barchetta alla deriva
in questo mare che dà e toglie vita,
ed è lento il galleggiare mio in burrasca
dove oltre al corpo è il cuore che si bagna
d'indifferenza, e si pregna di quell'orrore
che è misera cosa al cospetto delle tue parole.
Sono solo un perché fra le cose che rigetti
o un inutile fardello da sistemare in un angolo buio
dove nessuno mai poserà lo sguardo
né tantomeno il cuore.
Perché sono solo un uomo cui le porte vanno chiuse
senza far mai trasparire né ragioni né scuse.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (1)
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zani carlo24 febbraio 2016
Il perché si sia soli è un mistero... E non vuol dire di star male... il contesto incide lesioni che affondano l'anima e che quel gommone non può sostenere... una poesia fortissima che lascia il segno e che sprona il pensiero a non dormire.

