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Morte 6 marzo 2016 · lettura 2 min · 1160 letture

Il dolore che ti uccide

Daniele Lapenna 139 poesie pubblicate
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C'è chi esplode, arrabbiato chi si deprime in partenza chi si è demoralizzato e chi non riesce a viver senza chi ha perso una persona e le altre non le vede come non vede quel che dona chi accanto gli si siede. Sei sconfitto dal dolore ma per nulla tu reagisci senti ancora il suo odore pensi, taci e poi subisci non so capire ciò che provi ma vedo soffrivi ogni giorno la tristezza che tu covi è solo del quadro il contorno. Ora forse non sei cosciente non sai ciò che dice quel dottore non vuoi sentire e non sai niente forse senti pur dolore non hai reagito, non potevi forse troppo hai subìto ti ha colpito, e tu sedevi forse niente hai sentito. Si può accumulare fatica, rabbia o tristezza sai che dovrai affrontare ciò che si piega e non si spezza convinto non ci sia scelta non potrai vederla mai più dovevi rialzarti alla svelta e non cadere così giù. Non potevo e non posso aiutarti quel po' non è servito, non servirà tu che ci credi, lei saprà trovarti ma sollievo non ti porterà perché sei in un vicolo senza uscita fermo ad attendere chissà cosa non ti meritavi una tale salita ma la sciagura non si dosa. Non ho mai giudicato ma ho pensato tu sbagliassi contro il muro ti sei scontrato cadendo debole sui sassi l'esperienze son personali nessun sa quel che si prova ad affrontare alcuni mali e il sentimento che si cova spero trovi un po' di pace in qualunque modo essa apparirà ciò che ormai da tempo tace le sofferenze ti toglierà.
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Dedicata ad una persona ha subito un lutto da parecchio tempo, ma che è stato pervaso dal dolore ogni giorno, ogni minuto e ogni secondo della sua vita, finendo per bruciarsi la salute. Quando si cade in un dolore, si è subito davanti ad un bivio: o si procede in discesa, ripida, la quale ti farà aumentare di velocità più procederai per quella via, o si procede in salita, lontano da dolore, pur se sarà faticosa, ma ti permetterà di non scivolare giù.

L'autore
Daniele Lapenna

Sono un ragazzo classe '86 che prende ciò che ha in testa e crea parole in rima.. sono rimaalternata-dipendente. La vita è una e solo nostra, viviamola appieno, gustiamone ogni secondo e non preoccupiamoci nè per il futuro, nè per un possibile aldilà, spesso crediamo di vivere il presente ma le nostre menti so

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Commenti (2)

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Eleonora Carullo6 marzo 2016

Delicata poesia subire un lutto o non vedere più quella persona è un dolore indescrivibile una sofferenza eterna

Giovanni626 marzo 2016

Profonda poesia, c'è un dolore in ognuno di noi, a volte più di uno e ognuno ha un proprio modo di reagire. Purtroppo a volte il dolore vince ed è così che si perde la possibilità di aprire il proprio cuore per vedere il dolore negli altri. Stupenda poesia.