Otto marzo fiorentino
Vaibhava das Vito Parisi
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Eccole, sono 'elle di cui, Dante
celebrò l'intelletto celestiale;
umili, miti, soavi, quante, quante!
La via è silente, assai spirituale
del fiume cheto quale scorre... e tace;
il capo han chino, in lume, da 'ello viale.
Mantello casto, onesta ognuna face,
ricco è di onore, ed orna, mentre copre;
del Dio, blu e grave, il cor solo, han loquace;
interne, a esterna requie, van con le opre
che invitano, al bel Re, lor superiora;
ossequiano, si, amando, Sol Dio scopre.
Il Sir con l'una, fu con Lui, si, è ancora:
madonna bianca, pura quale neve;
ciascuna ancella, unendo Lor, Li adora.
Ognuna, grazia da Lor due riceve:
da Iddio sovrano, indi, da di Lui serva;
il tempo è immenso, anche è presente, o è: "breve..."
...acqua di vita beve, ed è, ogni cerva.
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L'autore
Vaibhava das Vito Parisi
Autore stilnovista, di argomenti cortesi e teologici nel contempo, tratti da basi platoniche. L'ambiente politico è quello del Sacro Romano Impero medievale, la patria morale Firenze. Osannante lo Spirito di Iddio in madonna, sotto forma di grazia, mi inchino a Signoria celeste e, di conseguenza, terrena, a potestà uma
Commenti (1)
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G
Giuseppe Vita8 marzo 2016
Che bello! Sei terzine con rima incatenata, proprio come il poema dantesco. È il tributo alle donne, viste spiritualmente, che onorano Dio e la Madonna, come fossero in processione, ricevendo da Loro grazia che si estende anche alla vita terrena. Complimenti all'autore che fa della sua spiritualità insegnamento in questo sistema di vita moderno.
