Il comandare no, non è meglio!
Contegno d'apparenza incontenuto, di quel ch'accade
nulla andrà perduto, senza tracimare troppo nel bestiale
sguardo, turbamento in un momento
a rifrangere dal sentimento
più non riesco, a rimanere me
stesso, per fare senza disfare, lotta leggera e lenta
quasi n'afrodisiaca psicosi
da indirizzar per vie, anche in corpo lente
carezze, tenere e furbe a circoscrivere obiettivi, a crearti
il desiderio, che di gemito richiede, il prosieguo verso il centro,
centri di piacere, da lenire a più riprese
rubar fremiti con passione, senza far passar troppe ore
non da polso,
polso da sentire, solo per continuar la danza, con musica da camera,
per flauto e ocarina, apertura di concerto, per postumo complesso
a numeri, matematica a tenderci una mano
coi trentaquattro trentacinque, in risultato
che si sa bene di preciso, umori che fondono all'unisono
unione di forze, sembrano mescere a coniare una nuova canzone
dove il respiro diviene intrigo
che tende,
tesa, s'è anche la corda del violino e suona ... suona, suona d'infinito
melodie da movimento, d'anime in compenetrazione
ad occhi chiusi la valchiria in te, lo cavalca infuocato, anche per la città,
più grande d'ogni cosa ... casa, questione di momenti
alti e bassi ... yin e yang
raggomitolati, a remar raggianti, non più solo chi su e giù
ma d'essenza sulla prevalenza, par ottimo
il final succo, concentrato d'amore, che si spande
sedante per naturale esplosione,
che impone la trasformazione
dall'aumento di tensione
all'affannosa, tiepida e fremente ansimazione.
©
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