E la pace venga
Il lembo della sera
sfiora pensieri sfuggenti,
limpido il cielo
di stelle ardenti
avanza lieve.
Diafane luci sommesse,
parole che dicono pace
solitarie vibrano nell'aria.
Un pensiero di pietà
sulla polvere intrisa
de sangue versato,
della sofferenza
dipinta di viola.
Irrompe il grido violento,
unghie taglienti
strappano lembi di pelle.
Pace invocano
anche le pietre.
Sussurri di vento vanno
leggere le foglie seguono
le note di pianto.
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (3)
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B
Benedetta Cavazza Miciamalvina11 settembre 2007
avvolge e trascina in un turbine sentimental-mentale che è efficace ed induce alla riflessione
Marco Canonico Baca817511 settembre 2007
Sofferenza fisica e mentale si intrecciano in questa tua poesia, due cose orribili che danno vita ad un bel testo! Brava!
Rasimaco11 settembre 2007
un grido di dolore... un lamento che raggiunge il cuore... molto bella!

