Ti chiamai amore
massimo turbi
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mi inoltrai nelle brame d'incanto
ove non ebbi timore
di prestare attenzione all'amore
che mi prese come
una burrasca immane
nei giorni di ventuno primavere
quando sbocciavano le viole
ti chiamai amore mille volte ancora
declamando con un filo di voce
la potenza del fuoco che sospinse
l 'anima mia a volare come lo spirito
che si elevava quando il corpo giaceva
con il sorriso da passare
a miglior vita
ripensai alle gote tue rosso vermiglio
avvolte nelle mani che sanno di poesia
dietro a quelle espressioni
a volte crucciate dalla malinconia
di non sentirti ai miei risvegli
accanto all'albeggio che bussa alle finestre rigate
dalla stilla rugiada
e tutto questo è poesia...
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