Nice Easter

Dov’erano i tuoi occhi
in quel giorno di festa.
Non certo
nell’inchiostro opaco
di un augurio qualsiasi.
Non nella resa di un cavatappi
o sull’etichetta cerulea di un buon vino.
Non erano nell’immoto grigio,
poco plumbeo,
appena cupo.
Piuttosto livido,
irreale,
che nascondeva l’infinito.
Fermo,
come un grossa palandrana
adagiata sul tempo.
Privo di vento
e strepitio.
Soltanto cenere
su ore frigide.
Senza forme di nuvole rigonfie
o corse di nubi scure,
senza picchi di cumulonembi saettanti
nel celeste.
Come quando si immagina
una folgore improvvisa.
Ma i tuoi occhi erano
in quel momento promesso.
Sotto un cielo di calcestruzzo
che rendeva immobile
anche l’attesa.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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