La carne
paola marchi
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Sussurrate nell'ansia le menzogne
sgocciolavano timorose dalle pallide e caste labbra
di una fanciulla in fiore.
Folle l'ipocrisia di quelle parole offerte
ad un'anziana devota allo Spirito Divino.
Il velo nascondeva riccioli d'oro
mentre scivolava scalzo
da quelle scale sconsacrate
per raggiungere il peccato.
La giovane postulante ingabbiata
in una promessa non rispettata,
slacciava ora la corda di quella veste,
che le carcerava il corpo,
che smaniava e pulsava.
Ansimava il desiderio pazzo
di gettarsi tra quei muscoli d'amianto,
che tra i cespugli nascosti di un Convento
l'avevano fatta tremare oltre il tempo.
Ingiuria di un onore dissolto nel vento.
Maliarda frenesia quel ritrovarsi
d'un tratto femmina.
Amare la carne.
Amare l'uomo.
Non più il dubbio di un Signore.
©
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L'autore
paola marchi
Non sono poetessa, ne scrittrice, solamente una donna, che rubando tempo al tempo di una vita reale colma di numeri, obblighi fiscali e doveri morali, si immerge in un' oasi di tranquillità, nella quale esprime quella Paola, che Nessuno conosce e neppure per un attimo, immagina che possa essere Lei, veramente tale.
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