La Rosa dell'Inverno

Eri vento di libeccio e di maestrale,
eri rupe che scendeva verso Rive
abbracciate dall'assolato Raggio
e baciate dall'Onda Mediterranea.
Eri pelle bagnata dal Mare,
e toccata dall'Oceano d'argento.
aperte alle finestre dell'immenso.
Vela indomita che navigava
sulla bianca scia,
nel largo sorriso dell'Estate.
Sei plumbea nuvola di pianto,
che cade tra le stanze dell'Inverno.
Orme di neve sepolte nell'ombra
tra le siepi dei canuti giardini,
ormai spogliate di Rose e Sogni.
Nelle Città nude di Memoria e Storia.
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Commenti (1)
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Silvia De Angelis20 aprile 2016
Una lirica notevole ed originale che si sofferma, con versi suggestivi, sulla particolarità d'una fioritura invernale... Poesia molto apprezzata
