"I primi giorni di primavera"
Stefano Drakul Canepa
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Ricordi ancora
le viole che nascevano
sul bordo dell’argine?
L’erba era verde del nostro stupore
Non sarebbe stato facile
dimenticare la luce
dei sogni d’aprile
con il dolore che sfumava le nuvole
Da allora
ho sempre odiato
i primi giorni di primavera
i germogli che crescevano nel silenzio
E le notti senza luna
con il vento che soffiava via le ombre
il buio segreto fra i passi
appena taciuti per non ferire
La pelle ancora calda del sole.
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Stefano Drakul Canepa
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