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Fiabe 5 maggio 2016 · lettura 1 min · 3050 letture

La Cicala e la Formica... finalmente la pace

Alberto De Matteis 907 poesie pubblicate
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Son stanca, disse un giorno la Cicala, d'essere ognor chiamata fannullona, è una sentenza scritta alla carlona da chi mi vuole male e se la sciala. Non è neppure vera la credenza ch'io sia da te venuta quell'inverno a chiedere qualcosa pel mio interno e che tu abbia fatto mal'accoglienza. In inverno non v'è cicala alcuna la vita mia dura solo l'estate per allietar con ilari cantate i bimbi, la foresta e la laguna. Viva mi faccio poi dopo molt'anni da quelle uova pur da me deposte canto nel caldo di foglie scomposte e poi muoio senza arrecare danni. E per proporre una morale umana han detto tutto questo i favolisti che da tanto bravi e buoni umoristi hanno obliato la carità cristiana. Quand'è così, rispose la Formica, nei tuoi riguardi hanno commesso errore dimenticando il vero tuo valore che è quello di cantare, o cara amica. Ed ora, alfine, diamoci la mano, a guisa di bambini in tutto il mondo facciamo insieme a loro un girotondo per render l'universo un po' più umano.
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L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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Commenti (8)

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S
Stello5 maggio 2016

Veramente graziosa questa poesia- favola che mette l'accento su alcune inesattezze e lo fa con la capacità poetica classicheggiante di cui l'autore è capacissimo. e poi c'è la pace che aleggia e che viene inneggiata, giustamente e finalmente. Mi piace tantissimo.

s
sergio garbellini5 maggio 2016

Una lirica sotto forma di favola che desta interesse per il suo significato più profondo, e nella chiusa viene esibita una strofa che è tutto dire, nel qual significato si esprime la solidarietà tra gli animali che sono sempre pronti ad aiutarsi tra di loro. Una stesura perfetta che si lascia leggere con simpatia per l'argomento trattato e composto con classe e sottigliezza pungente, un bravo all'autore che riesce sempre a coinvolgere il lettore con le sue opere.

Donato Leo5 maggio 2016

Una fiaba scritta per i bambini, ma i grandi la leggeranno per tornare indietro nel tempo, per ricordare e, forse vivere, sia pure per un attimo, quando d'estate si andava alla ricerca delle cicale, per sentire il loro canto da vicino. Per fortuna che dopo tanto rinfaccio, i due contendenti hanno fatto pace.

Sara Acireale5 maggio 2016

E chi non ricorda la favola della cicala e della formica! Povera cicala, è sempre stata bistrattata dai favolisti come di un essere pigro che non vuole lavorare, ma soltanto cantare. Il Poeta con questi versi ben rimati vuole rendere giustizia alla cicala che tanto ci allieta col suo canto. Mi piace tanto la chiusa in cui la formica tende la mano alla cicala in segno di solidarietà e amicizia. Versi veramente interessanti per piccoli e grandi

carla composto5 maggio 2016

bella fiaba nella qale vi leggo una morale ... non bisogna giudicare mainessuno in fondo la cocala col suo cantoallietava il cuore dei bimbi ...e la chiusa bellissima un bel girotondo un segno di pace il mio elogio e stima

Berta Biagini6 maggio 2016

Peccato che ci faccia comodo avere sempre gli occhi chiusi e gli orecchi volti altrove – avremmo invece molto da imparare da chi è capace di rivedere il proprio vivere.

Giacomo Scimonelli10 maggio 2016

Affascinato da questa fiaba che finalmente riconcilia formica e cicala... un pensiero originale che trova splendore tra parole ben verseggiate che rendono gradevolissima la lettura

La cicala decanta estati sane; Callimaco e Menandro, come lei, lodàron scorci riarsi, a' tempi bei, sotto una quercia, e mai canzoni vane.