Ancor ti vedo, madre
Maria Rosa Cugudda
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Dai gioiosi stanchi occhi
scivolava a forte gettito
amore per le creature che innanzi
ti si ponevano.
Calde le mani tendevi
a chi con filo di dolore il cuore aveva cucito.
Mai la fede perse vigore,
le perle del rosario
ovunque e in ogni istante tue le facevi,
mentre coi ceri accesi al rombo della tempesta
innalzavi al Signore profonde orazioni.
Poco per te imploravi
sempre degli oppressi paladina,
sempre nascosta, di niente ti adornavi
se non di tenerezza e altruismo.
Fede, famiglia, lavoro erano i tuoi sentieri
e ciò in eredità hai tramandato.
Senza frastuono una mattina d'inverno
hai preso il volo
dove da tempo qualcuno t'attendeva!
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L'autore
Maria Rosa Cugudda
Maria Rosa Cugudda Serra, è nata in provincia di Oristano, ma residente da oltre trent'anni in Piemonte, felicemente sposata con un medico, col quale collabora nella sua attività. Laureata in Pedagogia, con tesi in Sociologia "Le malattie mentali degli emigrati"; è stata allieva del sociologo bolognese Achille Ardigò
Commenti (1)
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carla composto8 maggio 2016
una dedica meravigliosa alla propria mamma ad un angelo che non ci abbandona mai bella ed apprezzata

