Il pianto del peccato
paola marchi
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L'imbrunire pennellava languidi fiocchi,
insonnoliti di luce, che scivolavano tra le persiane,
di una stanza buia.
Le morbide strisce di tepore
si adagiavano sui corpi nudi dei due amanti,
avvinghiati da ore.
L'improvviso sussulto dell'uomo al grido di un gufo
fece inarcare la splendida schiena
della fanciulla dalla chioma corvina.
Un gatto sul davanzale miagolava
inconsuete frasi, tra i baffi.
Il tuono ammoniva il fulmine di non disturbare
l'incanto del piacere, schiaffeggiato dalla mente.
Spietato era il rintocco del pendolo,
che ululava il trascorrere dell'infame tempo.
A piedi nudi nel silenzio,
il profilo di una barba non fatta,
indossò con tristezza quella fede,
prima gettata a terra con rabbia.
Cigolava di vergogna il portone
per quella triste fuga alla passione.
Nuda, tra le lenzuola rotte,
il pianto della donna,
rimasta sola con il peccato in gola.
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L'autore
paola marchi
Non sono poetessa, ne scrittrice, solamente una donna, che rubando tempo al tempo di una vita reale colma di numeri, obblighi fiscali e doveri morali, si immerge in un' oasi di tranquillità, nella quale esprime quella Paola, che Nessuno conosce e neppure per un attimo, immagina che possa essere Lei, veramente tale.
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