Blasoni
Geometrie del disordine ordinato
giardino pacchiano, esotiche intrusioni
le piante si dissociano dal luogo,
recisa dal giardiniere geloso
la rosa innamorata della Contessa
Spronato dal sole il glicine
saldato alla paresi del gazebo,
lo scricciolo nidifica tra i suoi grappoli
e nel suo viavai, binari gli occhi del gatto
dubbioso a stabilire capolinea utile
Scianca, ruttante s'apre una finestra
nell'incurabile morbillo d'intonaco
s'affaccia il Conte e si posa
sul trespolo del declino
incatenato all'orologio
pastiglia indigesta del tempo
Sul blasone, assopita una lucertola
a spugna di calore
e insensibile all'urlo
delle cerniere del portone
Qualche inchino croccante
in amalgama a passo stridulo
e un cappello che lievita
al tossire di un bastone, la vita
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