Una società statica

Questa società
non ha dinamicità, non ha energia
ne vigore; ha tolto nel giardino della vita,
la voglia di vivere e di sognare; le strutture
politiche del malaffare crescono non è
una cosa occasionale.
Quel paradiso
che i nostri padri hanno costruito e
valorizzato, oggi al contrario di quanto
avevamo sperato; che si prodigano con
ardore e intelligenza, per lo sfarzo e
la munificenza.
Rendiamola più
diffusa con lungimiranza o addirittura
stimoliamoci l'esistenza; non per profitti
attraverso lavori socialmente utili o ... di
beneficenza, porta alla povertà non è
fantascienza.
Non facendola
entrare di prepotenza nella letteratura,
forse la futuristica lui non l’ha compreso nella
sua vera storia; con il capitale forse è parente,
non l’ho mai votato perché ha la vocazione
di impertinente.
Dove le strutture
sociali e culturali marciano separati,
intrinseco all'anima e ai luoghi; il capitale
ha la vocazione di servire il bene comune?
In una società malata resta solamente
un’opinione.
L’incoscienza e
la violenza sono sempre dominanti,
non solo dai colletti bianchi; si dichiarano
estranei, le confessioni degli uomini d'affari;
una sorta di breviario, dove la corruzione
diventa omicidio.
L’abnegazione del
potere, in ogni tempo della nostra specie,
lo fanno apparire naturale; hanno evoluzioni
anche repentine, nel loro fiuto commerciale;
forse non c’è il coraggio di andare a votare,
la democrazia lo impone!!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!