Vino e fantasia
giovanni bianchi
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Cullato da un'arietta niente male
e un vino rosso sorseggiato piano,
che riempie un bel bicchiere nella mano,
sono salito in cielo senza scale
e con la fantasia fenomenale
resa a tal guisa, e non é un arcano,
dal succo d'uva accattivante e sano,
ricreo un firmamento eccezionale,
dove le stelle sono... i miei pensieri,
che ho avuto, fin da quando sono nato,
fatti di sogni, ansie e desideri,
che adesso fanno parte del creato:
son la mia vita, sentimenti veri,
li osservo tutti e mi manca il fiato.
Potenza del passato
dell'uva nera, nettare divino,
a cui riservo il mio più bell'inchino.
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L'autore
giovanni bianchi
Commenti (1)
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G
Giuseppe Vita17 maggio 2016
Un bel sonetto caudato che esalta il vino e gli effetti che crea. Molto piaciuto ed apprezzato. Complimenti all'autore.
