Compleanno
Mattia Nucci
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Vide questa terra partorirmi,
qualcosa come diciannove
anni fa: al mondo piangendo
venni e il mondo, tuttora,
pianger mi sente.
Attorno a me, cos’è?
Il niente. Un mal che
non s’arresta, mi assale,
un colpo alla testa,
poi silenzio. Un fruscio,
uno spiraglio di vento,
e lento s’abbandona.
Madre mia, il pensier
di tuo figlio ti ridona,
più la gioia o il dolore?
Della sua partenza,
forse tu conti le ore,
e chissà se ti suonan
funeste, quelle ore
che scorrono, scorrono
leste. Madre mia, ad
oggi sol posso dirti,
che in questo nulla che
m’opprime, è dono più
grande che ho, il piacer
di sentirti. La vera festa
è di colei che mi ha messo
al mondo; questa terra,
diciannove anni fa, vide
il miracolo: venir alla luce
l’amore, venir su dal profondo.
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Mattia Nucci
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