Nel degrado
Nel degrado della via dei tossici
non c’è paura solo l’insonnia del pensiero
che non sa dove la prima lettera
va a finire nelle tante traversate
nel vuoto di bottiglie gettate
nella pioggia e nel fango
le stringo svegliato con le mani aperte
dal porcile ne sento l’odore rivesto il risveglio.
Veglio quella vecchia panchina
ci lasciai inciso un nome, un giorno
del mese, dell’anno di nostro Signore
e la mia vita che finisce sempre lì
comunque la si voglia raccontare.
©
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