Aria o Non Aria
Willy Zini
307 poesie pubblicate
+ Segui

Aria o non Aria,
questo è il dilemma!
Aria più o meno preziosa,
lavorata, sublimata,
riscaldata e proferita.
Aria che leggera
smentisce il vuoto
che deve essere
combattuto, deve essere
riempito dalla superficie
di apparenze, di opulenze,
di virtutes modellate a puntino
per mimetizzare le mancanze
delle sagome, delle sagome animate
che traspirano Aria, e ancora
Aria che inspirata assume
valore, si scalda e si elettrizza
come si elettrizzano i cervelli
che pretendono di cambiare la rotazione
degli astri, di far "muovere"
l’immobile, e di stabilizzare
il mutevole...
Aria che vuole
abbracciare la totalità
di galassie senz’Aria,
Aria che in quanto Aria
vuole appiccare incendi,
scatenare uragani,
smussare montagne,
sancire sentenze!
Eppure sì, abbarbicati
all’impressione dell’Aria
ci limitiamo
a concepire la pianta
a partire dalle foglie.
Immaginiamo l’universo
un abito, e l’uomo il suo modello.
Ma le radici? E il vuoto? E l’infinito?
La vostra Aria non è non presenza,
è presenza massiccia,
è la trasposizione della fobia
del Vuoto, della necessità di vivere
nella limitazione! Perché così come l’Aria
scorre ed è presente in ogni fazzoletto
dell’atmosfera, noi pretendiamo di esistere
e non possiamo accettare di non essere.
Quando stolti potremmo assurgere
all’acquiescenza
sbarazzandoci appena dell’ossessione dell’Aria
che ci rappresenta, ma non ci significa.
Caduco come voi,
vi attraverso, vi percepisco in quanto
molecole d’Aria, mi faccio toccare
dalle vostre espirazioni, m’inganno
d’essere Aria io stesso.
Ma permane la percezione
di quel piccolo enorme Vuoto
che mi fa sorridere disilluso nel vedervi
agoniare ancora speranze dagli ultimi respiri
e fingere, fingere finché sarete
in grado di credere che Aria
sostanzializzi le vostre anime immortali,
o i vostri pensieri, o i vostri spiriti, che dir si voglia;
mentre sullo sfondo
nascosto nel più buio degli antri,
io bramerò ancora
la significazione del Vuoto
per sforzarmi di concepire
cosa veramente suggerisca
l’illusione della percezione
forzata, della superstizione del nostro
essere pieni, o perlomeno pieni
di molecole d’Aria.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Willy Zini
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Merlino30 maggio 2016
un giocare sulle cose caduche di questo mondo oppure un violento grido contro il grande dilemma/problema della società odierna che che assurge a paladina dell'individualismo più sfrenato e del dettato consumistico dell'apparire. Eterno dilemma: essere o avere; preoccuparsi di cosa per vivere appieno una vita? Comunque il poeta l'abbia scritta, quest'opera mi suscita questo. Complimenti per la stesura

