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Fantasia 30 maggio 2016 · lettura 2 min · 1619 letture

Aria o Non Aria

Willy Zini 307 poesie pubblicate
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Aria o non Aria, questo è il dilemma! Aria più o meno preziosa, lavorata, sublimata, riscaldata e proferita. Aria che leggera smentisce il vuoto che deve essere combattuto, deve essere riempito dalla superficie di apparenze, di opulenze, di virtutes modellate a puntino per mimetizzare le mancanze delle sagome, delle sagome animate che traspirano Aria, e ancora Aria che inspirata assume valore, si scalda e si elettrizza come si elettrizzano i cervelli che pretendono di cambiare la rotazione degli astri, di far "muovere" l’immobile, e di stabilizzare il mutevole... Aria che vuole abbracciare la totalità di galassie senz’Aria, Aria che in quanto Aria vuole appiccare incendi, scatenare uragani, smussare montagne, sancire sentenze! Eppure sì, abbarbicati all’impressione dell’Aria ci limitiamo a concepire la pianta a partire dalle foglie. Immaginiamo l’universo un abito, e l’uomo il suo modello. Ma le radici? E il vuoto? E l’infinito? La vostra Aria non è non presenza, è presenza massiccia, è la trasposizione della fobia del Vuoto, della necessità di vivere nella limitazione! Perché così come l’Aria scorre ed è presente in ogni fazzoletto dell’atmosfera, noi pretendiamo di esistere e non possiamo accettare di non essere. Quando stolti potremmo assurgere all’acquiescenza sbarazzandoci appena dell’ossessione dell’Aria che ci rappresenta, ma non ci significa. Caduco come voi, vi attraverso, vi percepisco in quanto molecole d’Aria, mi faccio toccare dalle vostre espirazioni, m’inganno d’essere Aria io stesso. Ma permane la percezione di quel piccolo enorme Vuoto che mi fa sorridere disilluso nel vedervi agoniare ancora speranze dagli ultimi respiri e fingere, fingere finché sarete in grado di credere che Aria sostanzializzi le vostre anime immortali, o i vostri pensieri, o i vostri spiriti, che dir si voglia; mentre sullo sfondo nascosto nel più buio degli antri, io bramerò ancora la significazione del Vuoto per sforzarmi di concepire cosa veramente suggerisca l’illusione della percezione forzata, della superstizione del nostro essere pieni, o perlomeno pieni di molecole d’Aria.
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René Magritte - Decalcomania (1966), Collection of Dr. Noémi Perelman Mattis and Dr. Daniel C. Mattis

L'autore
Willy Zini

Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I

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Commenti (1)

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Merlino30 maggio 2016

un giocare sulle cose caduche di questo mondo oppure un violento grido contro il grande dilemma/problema della società odierna che che assurge a paladina dell'individualismo più sfrenato e del dettato consumistico dell'apparire. Eterno dilemma: essere o avere; preoccuparsi di cosa per vivere appieno una vita? Comunque il poeta l'abbia scritta, quest'opera mi suscita questo. Complimenti per la stesura