Carillon
La ballerina triste
nel tulle di illusioni
girava al suono antico
del minuscolo mondo
nello scrigno intarsiato.
Melodia polverosa
che addormentava il tempo
consolava il suo sguardo consumato
ad inseguire favole
distanti come nuvole.
A ogni giro più lento
si chiedeva smarrita
se il suo cuore invisibile
nascondesse la vita...
E la notte sognava
lo strano soldatino
di latta colorata
che la guardava muto
dall’angolo più buio della stanza.
Allora la sua danza
sembrava così lieve,
come un fiocco di neve
negli occhi di un bambino.
L’ombra della sua mano
si allungava sottile
sul viso disegnato
e una carezza solo immaginata
lo raggiungeva piano...
come un raggio di luna
da quel cielo lontano.
©
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L'autore
Leaf
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
Commenti (4)
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Elisabetta Randazzo21 settembre 2007
Gemi sei veramente una grande... i tuoi versi sono poesia pura
Paolo Ursaia21 settembre 2007
Magica, delicata; un film d'autore, un dipinto d'ambiente, versi da sogno.
S
Stefano Toschi21 settembre 2007
Una fiaba giocata tra metafora della vita e sogno maliconico che colpisce l'anima e intenerisce il cuore. Brava!
Carolina Villani Bidibambina24 settembre 2007
Una favola dolce e triste, dal sapore antico... velata di nostalgia, di rimpianto o di lieve ironia? Comunque stupenda!



